
C’è un campo da tennis dove il problema non è soltanto vincere il punto. È riuscire a concentrarsi. A Il San Pietro di Positano, la racchetta incontra una delle scenografie più spettacolari che un giocatore possa avere davanti agli occhi: la Costiera Amalfitana da una parte, il Mediterraneo dall’altra, la roccia alle spalle e quel blu che sembra entrare dentro ogni scambio. Ma non lasciatevi ingannare dalla fotografia. Un campo così bello non rende il tennis più facile. Anzi. La posizione sospesa, la luce che cambia durante la giornata, il vento che arriva dal mare e la superficie esposta trasformano ogni partita in una sfida particolare. Qui la tecnica deve fare i conti con l’ambiente. Una palla ben colpita può trovare traiettorie diverse da quelle previste; un servizio può essere condizionato da una raffica; un cambio di ritmo può diventare decisivo.

Il tennis, in fondo, è anche questo: adattamento. E il campo del San Pietro sembra quasi fatto per ricordarlo. Non è il classico rettangolo sportivo chiuso dentro un impianto. È una piattaforma panoramica, incastonata nella verticalità della Costiera. Attorno non ci sono tribune, tabelloni luminosi o rumore da torneo. C’è il mare. Il pubblico, quando esiste, è il Mediterraneo. Si gioca con una concentrazione diversa. Il rumore della pallina sulle corde diventa protagonista. Il colpo secco del servizio rompe per un istante il silenzio, poi arriva il rimbalzo, la risposta, il movimento laterale, la ricerca dell’angolo. Un punto dopo l’altro. E mentre il giocatore cerca la riga, alle sue spalle Positano continua la propria partita con la luce. È forse questo il dettaglio più affascinante: qui il tennis non viene separato dall’esperienza del viaggio. Fa parte dello stesso racconto. La partita può essere intensa, competitiva, persino fisicamente impegnativa. Ma basta fermarsi qualche secondo tra un game e l’altro per ricordarsi dove si è. Non molti campi possono permetterselo. E forse è proprio questa la vera particolarità di quello del San Pietro: non cerca di essere un campo spettacolare. Lo diventa perché è nel posto giusto. Il tennis resta tennis... servizio, risposta, equilibrio, gambe, testa. Il paesaggio non concede punti bonus. Ma quando arriva il momento di cambiare campo e davanti compare il mare della Costiera, è difficile non pensare che, almeno per un istante, la partita possa aspettare.
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