
La quinta Sagra del Fico trasforma un frutto antico in un viaggio tra memoria, identità e sapori. Dalla Sicilia all’Arbëria, una festa che parla di comunità e di futuro. Ci sono luoghi in cui il viaggio non comincia da una strada, ma da un sapore. È il caso di San Cosmo Albanese, piccolo borgo arbëresh nel cuore della Calabria, dove il 19 agosto si è rinnovato l’appuntamento con la quinta edizione della Sagra del Fico, una manifestazione diventata negli anni un momento di incontro tra gastronomia, cultura e identità. A raccontare questa esperienza attraverso la voce dell’amministrazione è il sindaco Damiano Baffa, alla guida del Comune, che ha scelto di legare la valorizzazione del territorio alla riscoperta delle sue radici. Dalla Sicilia all’Arbëria Il tema scelto per questa edizione, “Dalla Sicilia all’Arbëria”, è già un viaggio. San Cosmo Albanese e Santa Cristina Gela, comunità arbëreshe in Calabria e Sicilia, si sono incontrate idealmente e concretamente attraverso la gastronomia, unite da una storia, una lingua e radici comuni. Il protagonista è stato il fico Dottato, varietà del territorio ionico cosentino alla base della DOP Fichi di Cosenza. Il frutto è diventato materia prima di una contaminazione gastronomica particolarmente suggestiva: il tradizionale cannolo siciliano ha incontrato infatti il fico calabrese.
È proprio qui che una sagra diventa qualcosa di più di una festa gastronomica: un prodotto locale diventa ambasciatore di un territorio e strumento per raccontare una cultura. Il gusto come linguaggio La serata ha portato il fico anche nella cucina contemporanea attraverso due cooking show. Lo chef Enzo Barbieri ha interpretato il Dottato con un riso Carnaroli di Sibari alla ’nduja e fico caramellato, mentre lo chef Luciano Algieri ha proposto cavatelli con gambero rosa di Schiavonea, fico fresco e giuncata di pecora. Due piatti capaci di mettere insieme mare, campagna e tradizione calabrese. Accanto alla gastronomia, la Strada del Gusto e dell’Artigianato ha dato spazio ai produttori agroalimentari, alle trasformazioni del fico e agli artigiani del territorio, creando un percorso nel quale il visitatore poteva incontrare direttamente le persone e le storie che custodiscono questa identità.
“Una Calabria che parla arbëresh Ma il vero valore di San Cosmo Albanese va oltre il programma della manifestazione. ”
Qui l’identità arbëreshe continua a vivere nella lingua, nelle tradizioni, nella musica e nella memoria collettiva. La Sagra del Fico diventa così una finestra su una Calabria meno conosciuta, capace di conservare una forte impronta culturale e, allo stesso tempo, di trasformarla in una risorsa per il turismo. Musica e danze tradizionali hanno accompagnato la serata, insieme alle produzioni locali e alle attività dedicate all’artigianato. È una formula che appartiene profondamente allo spirito del G Travel with Style: viaggiare non significa soltanto raggiungere una destinazione, ma entrare nel suo carattere, sedersi alla sua tavola, ascoltarne la lingua e incontrare chi quella storia la vive ogni giorno. Il fico come simbolo di futuro Il fico, in questo racconto, non è soltanto un frutto. È paesaggio, agricoltura, memoria e possibilità. La manifestazione nasce infatti anche con l’obiettivo di valorizzare la filiera agricola locale e trasformare una produzione identitaria in una leva di sviluppo territoriale. Un percorso già presente nelle precedenti edizioni della festa, dedicate al rapporto tra biodiversità, identità, gusto e valorizzazione della coltivazione del fico. E forse è proprio questa la fotografia più autentica di San Cosmo Albanese: un piccolo borgo che guarda avanti senza smettere di guardare indietro. Perché nell’Arbëria calabrese la tradizione non è soltanto qualcosa da conservare. È qualcosa da raccontare, condividere e trasformare in futuro.


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